Osteopatia, verso la definizione di professione sanitaria

A seguito dell'interrogazione parlamentare dell'On. Binetti del 12 marzo 2014 sul profilo professionale del chiropratico e dell'osteopata, si apre un nuovo capitolo nella storia dell'osteopatia italiana.

Il Ministero della Salute ha ricordato di essersi espresso in passato sul fatto che le attività svolte dall'osteopata rientrano nel campo delle attività riservate alle professioni sanitarie.....(leggi articolo nelle news)

 

Origini dell'Osteopatia

Origini dell'Osteopatia - AIDCO

L'osteopatia nasce grazie al Dott. Andrew Tayolor Still, (1828-1917). Si narra che Still, ancora giovane, colpito da forte emicrania appese una corda fra due alberi poggiandovi sopra una coperta, sdraiatosi a terra mise la testa sulla coperta usandola come un cuscino ondeggiante e vi si addormentò. Al suo risveglio il mal di testa era passato.

Still rifletté sull'esperienza e concluse che la corda aveva inibito l'attività del grande nervo occipitale rilassando completamente i muscoli del collo e ripristinando il flusso di sangue, aveva cioè "sospeso l'attività dei grandi nervi occipitali, armonizzando il flusso di sangue arterioso".

Questa riflessione tuttavia non arrivò immediatamente, ma fu il frutto di studi approfonditi in Anatomia che il medico condusse per diversi anni a Kansas City, dove raggiunse una conoscenza approfondita della materia.

Lui stesso usava commentare che " l'osteopatia è anatomia, ancora anatomia, sempre anatomia".

La scoperta da lui fatta lo portò a formulare le leggi dell'osteopatia, inerenti la relazione tra struttura e funzione, ed il principio di autoguarigione. La salute è movimento e il movimento è vita, basandosi su questo presupposto egli arrivò alla conclusione che l'origine di molte malattie risiedesse nella mancanza di movimento e nelle malposizioni anatomiche che disturbano e interferiscono sia la circolazione sanguigna che l’attività nervosa e qualora questo fosse ripristinato, il corpo poteva trovare la forza per autoguarirsi.

"Scoprii l'osteopatia quando mi trovavo in Kansas, ero medico da sette anni, un medico come tanti altri. Come per gli altri medici avevo pazienti che guarivano con le mie cure, altri morivano, altri ancora guarivano anche se io non li curavo. La mia conoscenza dell'ingegneria mi fece guardare al corpo umano come ad una macchina nella quale supporti, cinghie, pulegge e tubi di scarico dovevano essere in ordine. Vedevo i miei pazienti come macchine che dovevano funzionare alla perfezione, e per farlo volevo poter utilizzare vari metodi. Con tanto lavoro, volontà e speranza imparai che il corpo può subire aggressioni e modifiche alla pari di un motore a vapore, e che dopo averli sistemati, arriva la guarigione. Lavorai molti anni sulla base di questa filosofia e ottenni risultati notevoli, i miei pazienti ritornavano in salute. Scoprii connessioni articolari per problemi al capo, alla gola, all'addome, alla pelvi e agli arti. Fui incoraggiato a continuare il mio lavoro dai risultati ottenuti migliorando la struttura muscolo-scheletrica dei pazienti. L'esperienza acquisita mi fa dire oggi con certezza che tutte le malattie dell'uomo possono essere curate ed eliminate con successo.
L'osteopatia è la perfezione del lavoro della Natura: quando ogni parte del corpo lavora bene noi siamo in salute, se non è così si instaura la malattia. Riarmonizzando le varie parti ne viene migliorata la funzionalità ritorna lo stato di salute: è questo il lavoro dell'osteopata.
Il corpo umano è il prodotto della mano di Dio, l'uomo non può cambiare la perfezione, ma può fare in modo di riportare il corpo verso questa condizione quando la perde, e la sua capacità di curare è subordinata alla sua conoscenza particolareggiata dei meccanismi anatomici. Dobbiamo saper riposizionare le varie parti del corpo ed avere fiducia nel risultato e nella grande opera di Dio."

Liberamente tratto da "Osteopathy Research and Practice" A. T. Still 1910

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